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Amministratore 06-03-2026 News

Il certificatore «diventa pubblico ufficiale, e questo comporta una grande responsabilità».

Sul Sole 24 Ore del 6 maggio, il Direttore dell'Agenzia delle Entrate ha lanciato un monito chiaro sui certificatori del Tax Control Framework: «Non si possono accettare tutti. Bisogna essere intransigenti». E ha ricordato che il certificatore «diventa pubblico ufficiale, e questo comporta una grande responsabilità».
I numeri spiegano il perché del rigore: oggi 221 grandi società aderiscono alla cooperative compliance, con 60 in lista d'attesa; dal 2028, con l'abbassamento della soglia a 100 milioni di euro, la platea potenziale potrebbe arrivare a 11.000 imprese, senza contare l'opzione per le PMI. Carbone stesso ha auspicato che i Tax Control Framework siano concreti e non semplici «prestampati», e ha lasciato aperto un interrogativo decisivo: «considerate le diverse competenze necessarie, non basta forse un solo professionista certificatore?».
La risposta più efficiente è già nella professione: il Commercialista-Avvocato.
La certificazione del TCF richiede di leggere il rischio fiscale sotto il duplice profilo sostanziale-tributario e giuridico-procedurale, integrando sistemi di controllo interno, principi contabili e diritto tributario — esattamente i tre moduli del percorso formativo da 80 ore previsto dal Protocollo CNDCEC–CNF–MEF–ADE dell'11 aprile 2025, attuativo del D.M. MEF n. 212/2024. Chi possiede doppia laurea e doppia abilitazione integra in un unico soggetto le competenze che altrimenti dovrebbero essere assemblate tramite reti, contratti di collaborazione o team multidisciplinari, con benefici evidenti in termini di:
▪️ unitarietà del giudizio professionale
▪️ semplificazione del rapporto con impresa e Amministrazione finanziaria
▪️ riduzione dei profili di conflitto e delle asimmetrie informative
▪️ piena responsabilizzazione di un solo pubblico ufficiale
Sarebbe coerente con la ratio del sistema che analoga valorizzazione fosse riconosciuta al Commercialista-Avvocato, che cumula — con prova ordinistica continuativa — proprio le competenze tributarie, contabili e di controllo interno oggetto dei tre moduli. A cui aggiunge un elemento che nessun percorso esclusivamente accademico o monoprofessionale può replicare: la pratica quotidiana su contenzioso tributario, governance d'impresa, fiscalità societaria e compliance.
Con l'avvio dei percorsi formativi per la certificazione del TCF (cfr. NT+ Fisco, "Tax control framework, al via la formazione per certificare il rischio fiscale"), si apre una stagione in cui AIAC – Associazione Italiana Avvocati e Commercialisti può e deve far valere questo plusvalore strutturale, non come somma di due abilitazioni ma come categoria professionale autonomamente riconoscibile.
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